|
|
|
|
Chi siamo
Riesce difficile aggiungere parole a quanto si è già scritto su quel magnifico compagno dell'uomo che è il Barbone, senza peraltro scivolare nella fredda e, per certi versi, noiosa disamina delle caratteristiche morfologiche della razza. Sia beninteso, lo standard ufficiale non esprime dei meri parametri estetici, ma interpreta le linee originali di una razza, in relazione alla sua funzione, sia essa attuale o primigenia, e non solo: la corrispondenza di un soggetto allo standard della razza concorre a garantirne la buona condizione sanitaria, aspetto, questo ultimo, per niente trascurabile. Insigni esperti hanno scritto molto, e molto ancora scriveranno sul Barbone, ma ciò che rende ognuno di noi un "esperto" della razza, è l'immenso patrimonio di esperienze, di piccole e grandi scoperte quotidiane che accompagnano la nostra esistenza con il nostro unico, personale ed insostituibile cane. Infatti, da questo non trascurabile punto di vista, ognuno di noi può contribuire a scrivere la storia del Barbone, esaltandone, giorno per giorno, le innumerevoli qualità. "Cane da circo!" Quante volte l'abbiamo sentito dire!? Questo banale appellativo popolare, a volte usato in senso spregiativo per definire il Barbone, sottende qualità innate di adattabilità, dovuta alla sensibilità verso l'ambiente circostante, che, insieme all'allegria, alla bontà, alla voglia di interagire con l'uomo, nonché ad una sana dose di opportunismo, concorre ad esaltarne l'indiscussa vivacità intellettuale. Il risultato di questa miscela esplosiva? Sarete in breve tempo assolutamente rapiti dal vostro Barbone. Rassegnatevi! Vi conquisterà, totalmente senza scampo! La mia storia è iniziata banalmente, con l'acquisto di una barboncina di pochi mesi: Martina; sottratta, tra l'altro, ad una situazione ambientale che non era delle più felici. A dire il vero, a me che provenivo dagli Schnauzer giganti (superba razza canina!), sembrava inizialmente andare un po' stretta la delicatezza dei modi del Barbone, ma, con il passare del tempo, ho imparato a rivalutare l'enorme propensione alla comunicazione di Martina. Da allora sono passati quasi vent'anni, nel corso dei quali ho avuto la fortuna di condividere la mia esistenza con tanti barboni, ognuno dei quali ha contribuito a dare significato alla mia vita. Durante questo periodo ho avuto il privilegio di stringere una forte amicizia con Nicola Arini, scomparso da pochi anni, titolare, assieme alla moglie Silvana, del famoso allevamento "della Baia di Portofino"; da Nicola e Silvana posso dire di avere imparato tutto, condividendo con loro le linee genealogiche del Barbone, sviluppate in tanti anni di selezione, e fregiandomi dell'onore di contribuire, spero degnamente, a portare avanti il nome, esponendo soggetti che loro stessi mi hanno donato. Nel mio percorso di allevatrice ho ricevuto sicuramente più di quanto ho dato, perché al di là dei successi in esposizione e dell'amore per i cani, il lavoro mi permette di interagire con le persone in modo sincero, ricevendo continui apprezzamenti per aver fatto scoprire loro il grande valore sociale che un cane da compagnia come il Barbone può esprimere in seno alla famiglia. Ecco, spero di avere espresso in queste poche parole i sentimenti che animano la mia passione di allevare cani, che scaturisce principalmente dal piacere di vivere con essi, giorno dopo giorno, semplicemente per amore.
Simona Bandini
|